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    Aste sulla Torre Sud del Paine
    (Cile) Spedizione CAI Monza 1963
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    Pilone orientale del Fitz Roy
    Spedizione città di Rovereto 1971
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    Aste, Casati, Aiazzi e Taldo. Torre Centrale
    del Paine (Cile). Spedizione CAI Monza 1963
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    Aste, Perego, Acquistapace, Airoldi, Solina e (Mellano)
    Cima dell'Eiger; 1^ italiana alla parete nord 1962
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    Via della Concordia (Cima d'Ambiez) 1955
    Miorandi, Oggioni, Aste e (Aiazzi)
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Tutte le immagini sono ricavate dalle diapositive originali di Armando Aste

Aste home

Armando Aste nasce a Reviano di Isera (TN) il 6 gennaio 1926. È il primogenito di Giuseppe, che fa il contadino, e di Maria, che lavora alla Manifattura Tabacchi di Rovereto. I genitori sono occupati al lavoro, così il nonno materno, mugnaio nella valle di Cavazzin sopra Nogaredo, prende con sé il piccolo Armando. I primi anni di vita, vissuti con il nonno nel mulino di montagna, incidono tracce profonde e indelebili ricordi nello spirito e nel cuore del bambino. Tornato in famiglia per frequentare le elementari, Armando si distingue come scolaro sensibile e intelligente; ma è il primo di sei fratelli e il padre Giuseppe è nel frattempo partito per l'Africa, richiamato per la guerra. Armando deve terminare in fretta le tre classi avviamento, per dare una mano all'economia familiare. Due fratellini, Antonio e Anna, muoiono ancora in fasce; poi c'è Franco, nato nel 1930. Un altro fratello, sempre Antonio, muore a undici anni. L'ultimo nato, che pure viene chiamato Antonio, è colpito da una gravissima malattia che lo costringerà a vivere in uno stato vegetativo. A quindici anni Armando inizia a lavorare come fattorino in un' azienda di spedizioni, poi passa a fare il portiere d'albergo; successivamente lavora alle dipendenze della ditta Mayer, che si occupa di lavori stradali, costruzioni di argini e ponti. Dopo il 1943 viene precettato dalla Wehrmacht che lo trasferisce a Merano, a lavorare alle ex caserme di cavalleria di Maia Bassa. Nel 1944 Armando viene assunto come «operaio comune» alla Manifattura Tabacchi che, a Rovereto, impiegava allora mille e cinquecento persone. Passerà poi operaio specializzato, prenderà la patente di fuochista e più tardi diventerà capo operaio della centrale termica. «Per produrre il vapore necessario alla lavorazione del tabacco e per tutti i servizi, si dovevano bruciare centoventi quintali di carbone ogni giorno. Quello era il mio allenamento durante la settimana, perché mi ero abituato a spalare usando alternativamente la destra e la sinistra.» Lavorerà ininterrottamente per quarant'anni sino alla pensione (1980). Armando, per gli amici Armandone, é deceduto a Rovereto il 1° settembre 2017 alle ore 18:30.

Marmolada di Rocca

Aste in bivacco

1965 - Via della canna d'organo con Franco Solina

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